Sentinella, sentinella... vai pure a dormire.
Si schianta contro un nulla il dirigibile che ti portava in giro. Si imbarca e si rovescia su un fianco, per la spaccatura nelle pareti a tenuta stagna che tenenvano protetto l'umore. Fuori fa freddo e piove, meno male che c'è la nebbia a farti credere che ci sia qualche cosa di bello ancora nascosto in giro.Tra le mani ti ritrovi un quadernino delle elementari su cui svolgevi i problemini e ci fai due conti. Tutti sogni di allora brillanti di una futura gioa vorticosa si sono fatti da parte, per il pragmatismo della sconfitta a pochi minuti dalla fine della partita. Puoi solo raccogliere i cocci e come certi politicanti profesionisti, negare la scontitta con l'interpretazione cavillosa dei particolari insignificanti. Tu, come quei politicanti in quel momento, vorresti essere in qualunque altrove, a chiedere un drink in un bar tranquillo o ad arrampicarti sulla scalinata di un tempio, costruito per un dio che potresti anche adorare per umorismo.
Prova a scriverlo e vedrai come tutto questo diventa banale, indegno di una canzoncina sentimentale. Eppure ci credi ancora che quando uscirai questa sera la Luna starà, in qualche modo, a sorriderti materna.








